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Produzione Biologica

Cosa vuol dire agricoltura biologica: fino agli anni '80 l'agricoltura in generale si è occupata di mettere a punto tutte quelle tecniche in grado di aumentare, da un punto di vista quantitativo, le rese delle colture. Questo ha portato negli anni ad un incremento dell'uso dei prodotti chimici di sintesi, che sono stati impiegati in agricoltura sia per apportare nuova fertilità ai terreni (concimi chimici e particolarmente i concimi azotati) sia per la difesa da parassiti animali (insetti) e vegetali (funghi) (in particolare insetticidi e anticrittogamici). L'uso sempre più intensivo di tali tecniche ha portato negli anni ad una rottura negli equilibri biologici dell'agroecosistema agrario che ha innescato una spirale apparentemente senza via di uscita, costringendo gli agricoltori a fare un uso sempre più massiccio di prodotti di sintesi per l'ottenimento di quantità sempre maggiori di prodotto. A partire dalla fine degli anni '80 è iniziato un lungo ripensamento sulle tecniche agricole in atto che ha portato a rivedere molti atteggiamenti nei confronti della chimica di sintesi per cercare un ritorno all'agricoltura tradizionale, rispettosa dell'ambiente e della fertilità naturale del suolo, e si è cercato contemporaneamente di produrre in modo da ottenere prodotti qualitativamente migliori, anche a costo di sacrificare le rese; in altre parole produrre meno ma con più qualità. Una sempre maggiore attenzione da parte dell'opinione pubblica ai temi della conservazione dell'ambiente e al rispetto per la salute, ha portato nel 1991 l'Unione Europea ad emanare un Regolamento, il 2092/91 dove venivano definiti i termini e le procedure per praticare l'agricoltura biologica; un ulteriore impulso al settore viene dato dal Regolamento CEE 2078/92 del 1992, col quale vengono riconosciuti aiuti economici agli imprenditori agricoli che operano non solo come produttori ma anche come soggetti impegnati nella conservazione del territorio. I due regolamenti sopracitati elencano tutta una serie di prodotti ammessi in agricoltura biologica e definiscono anche i criteri a cui ciascun produttore si deve attenere perché ufficialmente si possa certificare il suo prodotto come biologico. A tale scopo vengono creati degli Organismi di controllo (in Italia sono sei, tra cui Ecocert) che hanno il compito di verificare che le aziende che aderiscono ai programmi CEE si attengano effettivamente ai regolamenti imposti dall'Unione Europea. Gli Organismi di controllo hanno il compito di effettuare tutte le verifiche opportune, con analisi chimiche del terreno e delle foglie, con ispezioni ai magazzini delle scorte, e con tutti i mezzi che ritengono necessari; fatto questo possono emettere certificazione che attesta che il prodotto è effettivamente ottenuto mediante agricoltura biologica. In termini pratici tutto quanto si è detto significa che: - dal punto di vista della concimazione, questa non può essere effettuata con concimi chimici di sintesi ma solo con concimi organici (che poi sono i composti ottenuti dalle deiezioni animali con o senza l'aggiunta di materiale vegetale di risulta come per es. gli sfalci del prato, la paglia o il fieno umificati, etc. etc.); - dal punto di vista della difesa questa deve essere effettuata con tecniche rispettose degli insetti utili; in altre parole con l'ausilio di insetti predatori e parassiti degli insetti dannosi per le piante, con trappole sessuali in grado di catturare selettivamente gli individui appartenenti a specie dannose, etc. etc.
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